Che bella serata! Niente di meglio che passare una domanica tra amici, tra veri amici!
Ieri mattina il nostro grande capo e incontrastato boss, L'Avv. Cosca, ci ha regalato -lode alla sua bontà- un biglietto del cinema a testa, grazie alla sua strettissima amicizia con il proprietario del cinema Queen (diciamo che gli ha fatto un favore che questi non può rifiutare...).
Per un'incredibile coincidenza i biglietti scadevano proprio oggi (i maligni, tipo quel sospettosone del Dr. Frizzi) sostengono che il boss li abbia conservati fino all'ultimo sperando di poterne usufruire con la sua numerosa "famiglia" ma poichè tutti i membri della sua "famiglia" sono sempre molto affaccendati in diversissime "faccende" si è ridotto all'ultimo, lasciandoli scadere.
Di comune accordo, allora, gli umili impegati dello studio "Cosca & Picciotti" hanno deciso di passare una domenica insieme al cinema: la notizia mi ha riempito di felicità perchè non ero mai stato invitato fuori dai miei colleghi di lavoro, nonostante lavoriamo insieme da dieci anni (chissà perchè, poi...). La cosa più bella è che tutti, proprio tutti, hanno aderito alla serata, compreso il boss e la nostra Lady Latex, che in genere riserva le sue serate per momenti più focosi con i suoi mille corteggiatori...
Ci siamo dunque trovati in piazza Duomo questo pomeriggio per decidere quale film meritasse l'impiego dei nostri bellissimi biglietti omaggio di seconda mano; nonostante, per evitare contrasti, abbia proposto di tirare a sorte, nessuno mi ha dato ascolto e tutti hanno iniziato a urlare, scatenando nervosimi e pianti (ovvero pianto. Il mio. Credo che solo io abbia pianto ma non ne sono sicuro... mi capita nei momenti di tensione...).
Il mio migliore amico Gianni, tra un tentativo e l'altro di correre dietro ogni ragazza che passava, insisteva per andare a vedere "Ex", un film il cui titolo gli ricorda la sua permanente condizione sentimentale (anche se secondo me la sua condizione sentimentale è più improntata sul: "nessuno mi vuole, nessuno mi cerca"...).
Lady Latex, nella speranza che potesse essere un piccante film sentimental-sessuale, proponeva in continuazione "Una notte con Beth Cooper", suscitando le ire dei più intellettuali (ovvero non le mie) i quali sostenevano -per dirla con il distico elegiaco del nostro amato boss- che "sa nu pocu di minchiata".
Io, dal canto mio, cercavo timidamente di attirare l'attenzione su "Coraline e la porta magica", un cartone animato che sembrava promettere tutto ciò che si può cercare in un film di intrattenimento per famiglie (e non eravamo forse una grande famiglia???). Inutile dire che ogni pallido tentativo da parte mia veniva accolto con un coro cacofonico di pernacchie e risate.
La nostra impeccabile segretaria, Madame Zaurd, era invece del parere che dovessimo imparare qualcosa sulle donne non più giovani e belle, cercando così di dirottare le nostre preferenze sulla biografia di Cocò Chanel che, inutile dirlo, era il suo idolo in quanto poteva indossare gratis tutti i vestiti che voleva ("Grazie al ca... -Fu il raffinato commento del mio amico Gianni- Se li faceva lei, i vesiti!).
Con in mano la pagina degli spettacoli del Giornale (non de Il Giornale ma del Giornale, ovvero il quotidiano La Sicilia, così chiamato poichè in città è l'unico giornale che esiste, detiene il monopolio del settore e se per caso chiedi un'altra testata locale il giornalaio ti ride in faccia e chiama i vicini di bottega a raccolta perchè anche loro possano dileggiarti), il nostro boss iniziò a leggere la trama di "Notorius", esaltando il fatto che a un certo punto qualcuno avrebbe aperto il fuoco su qualcun'altro, topico momento che, secondo l'Avv. Cosca, distingue i veri film di azione da quelli "ppi fimmini".
Infine, scocciato per essersi fatto convincere ad uscire con noi mescolandosi così all'informe massa dei buzzurri da lui tanto odiata, il Dr. Frizzi propose "Lo strano caso di Benjamin Button", film che narra la storia di un uomo che, andando avanti negli anni, ringiovanisce (ignoravo che al Dr. F. piacessero i film fantasy ma sappiamo ormai tutti che l'eterna giovinezza è un pò la sua ossessione...).
Mentre la discussione imperversava vidi un uomo avvicinarsi a noi: con l'aria tristissima scarabbocchiava su un'agendina e prese a guardarci mestamente uno dopo l'altro. Fu grazie alla sua inseparabile agendina, ma soprattutto grazie alla sua tristezza, che ci fu possibile riconoscerlo: era Tristman, un depresso giovinotto che sostituisce a volte il Dr. F. come braccio destro del boss durante le lunghe e conferenze all'estero del dottore (dalle quali, notano i maligni, il Dr. F. torna bello e abbronzato).
"Ho ascoltato non volendo la vostra patetica e deprimente scenata e preso qualche appunto- Disse Tristman mostrandoci la sua vetusta agendina- "Lei, Avvocato Cosca, desidera vedere un film in cui l'azione è spinta fino alla cattiveria nella volontà di vedere l'avversario agonizzare al suolo mentre implora pietà, giusto?"
"Ciettu: come nella vita vera!" Confermò il boss.
"E lei, dottore, vorrebbe passare due ore all'insegna della magia per entrare in un mondo parallelo in cui tutto è possibile, perfino l'eterna giovinezza, vero?"
"Beh, se la mette così sembvo un pò un idiota ma..."
"Lei, Lady Latex, non disdegnerebbe scene d'amore, arrivati a un certo punto anche osè, condite da volgari doppisensi che non c'entrano nulla con la trama e possono sembrare del tutto fuori di luogo?"
"Siiii! Sono proprio io! Ma come ha fatto a leggere nei più reconditi anfratti della mia lussuriosa anima?"
"Lei, Madama Zaurd, vorrebbe invece vedere un film in cui le donne vestono bene ma raggiungono il successo e il potere non perchè sono giovani, belle e bone ma per il loro talento?"
"Mi ha letto nel pensiero!"
"E infine lei, Giovanni, gradirebbe vedere trasposta sullo schermo la metafora della sua personale condizione di amante infelice, ripudiato e calunniato?"
"E' vero... "Ammise Gianni singhiozzando: le parole di Tristman avevano commosso tutti noi.
"Hum hum" Feci io schiarendomi la voce: si era forse dimenticato di me (come tutti?)
"Certo, Fesso! Mi fa piacere vedere che sei ancora vivo nonostante le insidie ed i pericoli di questa jungla metropolitana!- Sorrise, forse pensando a quel giorno in cui avevamo preso insieme l'ascensore- A te piacerebbe vedere un film per ragazzi, vero?"
"Bello bello belloooo" Accennai appena un sorriso con discrezione.
"Allora, signori, perchè non andare a vedere "Harry Potter e il principe mezzosangue?" E' un film per i ragazzini come Fesso, ci sono fastidiose e inutili scene in cui gli innamorati litigano e si lasciano, le donne potenti non sono bone messe lì per il maschilismo degli spettatori ma sono una vecchia acida, una pazza e la nonna di Draco Malfoy; sul più bello della misteriosa trama qualcuno se ne esce senza motivo con sbaciucchiamenti, palpatine, limonate e doppi sensi; la magia regna sovrana e i duelli abbondano..."
"E' il film che fa per noi" Convenimmo tutti in coro!
"E infine: non è che vi avanza un ingresso gratis???" Chiese Tristman un pò meno triste.
"Ma ceeeerto, caaaaro! Ti do il mio- Disse gentilmente Lady Zaurd- Tanto, come lei ben sa, io non ci metto niente a scroccare un ingresso gratis all'uomo del botteghino... scroccare è la mia ragione di vita!"
E ciò detto entrammo al cinema felici e contenti!
domenica 19 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
Pausa pranzo allo studio legale "Cosca & Picciotti"
Finalmente sono in pausa pranzo e posso dedicarmi al mio nuovo blog!
E' bello avere qualcosa da fare durante questa pausa, dato che nel nostro ufficio non usiamo consumare i pasti insieme. Strano, direte voi, ma per me è meglio: e non perchè non voglia frequentare i miei colleghi in quanto personaggi decisamente svitati che mi evitano poichè la mia persona suscita loro ilarità ma poichè io non sono propriamente un animale sociale: amo la solitudine, la tranquilla pace dell'anima e tutti quei momenti intimi che mi permettono di dedicarmi a me stesso ed ai miei elevati interessi filosofici.
Ma anche gli altri sfruttano al meglio la propria pausa pranzo: l'Avvocato, nostro indiscusso Boss (sa un pò di mafia chiamarlo così ma, chissà perchè, tutti si riferiscono a lui in questo modo) usa recarsi ogni giorno nel rinomato ristorante "Lupara e Marranzanu" sito in Corso Sicilia: lì hanno luogo meeting, brifing e pranzi d'affari in cui l'uomo che magnanimamente mi dà lavoro discute con gli altri boss della zona (ehm: degli altri studi legali) delle sorti della moderna avvocatura, dei processi in corso, della parzialità delle toghe rosse e della corruttibilità di alcuni pubblici impiegati della scena giuridica cittadina (principale motivo per cui il nostro studio legale, Cosca & Picciotti, esiste ancora).
Il vice nonchè braccio destro del Boss, il Dr. F., al contrario preferisce non uscire dal suo studio: ogni giorno ordina su internet al "Bar dell'Angolo Retto" squisitezze esotiche con le quali ama deliziare il suo palato (generalmente pesce crudo, insalata non condita, germi di soia e tutto ciò che non ha alcun sapore) e rimane chiuso lì per tutto il tempo, felice di non dover incontrare, per motivi professionali, i suoi colleghi per una buona ora. Da quando hanno inventato internet il Dr. F. sembra di umore decisamente migliore: prima dell'avvento della rete, leggenda vuole, doveva parlare al telefono con un rozzo cassiere da bar per poter fare la propria ordinazione, il che gli faceva sempre andare luna e pranzo di traverso, con conseguente rompimento di scatole di tutti i colleghi, costretti ad ascoltare le sue continue lamentele su quanto possa essere volgare il genere umano e nocivo ogni contatto con esso. Dopo l'avvento di internet, per fortuna, il Dr. F. non è più costretto ad avere contatti umani con quelli che lui chiama "buzzurri (anzi: buzzuvvi!) feccia dell'umanità"
Il mio parigrado e migliore amico (anche se lui rinnega entrambe le cose), Gianni trascorre invece l'ora di pausa pranzo alla Villa, mangiando panino con la mortazza, sperando di poter respirare aria buona e soprattutto di poter incontrare giovani studentesse universitarie (meglio se fuorisede: le straniere sono più ingenue) che possano apprezzare una mano di aiuto nello studio da parte di un avvocato giovane e rampante (a sua detta) finchè "da cosa nasce cosa" e tutte crollano nelle sue braccia (sempre a sua detta). Ovviamente Gianni non è giovane nè rampante ma quantomento è un avvocato a pieno titolo (non come me che sono in prova da dieci anni!): io sospetto che nessuna ragazza se lo fili, anche perchè va in giro vestito come un barbone e non cura molto la sua igiene personale, ma lui passa le ore successive alla pausa pranzo a raccontare a tutti le avventure d'abbordaggio appena vissute.
Per Lady Latex invece la pausa pranzo è molto stressante: non ha neanche il tempo di mangiare (anche se, a giudicare dal suo fisico ben piantato, non sembrerebbe) dato che deve chiamare al telefono i suoi tanti spasimanti, amanti, fidanzati, compagni e mariti (essendo anche bigama e plurimaritata). La si sente urlare per tutto l'ufficio frasi d'amore, passione, gelosia e vendetta: il caliente spirito del sud vive dentro di lei e ci fracassa i timpani di minchiate.
Infine c'è la segretaria, Madame Zaurd, nobildama di origini normanne la cui principesca famiglia è caduta in disgrazia da tempo portando la situazione economica della signora ad un punto di non ritorno tale da doversi impiegare alla sua non più giovane età come segretaria: nonostante tutto è molto brava anche se ha il vizio di chiedere ai clienti una mancia che spesso viene giudicata eccessiva. Dall'ultimo cliente che riceviamo prima della pausa pranzo, per esempio, si fa sempre portare a pranzo fuori, in un ristorantino di pesce sulla Scogliera dei Ciclopi e sempre, in un modo o nell'altro, ci riesce. Gianni invidia molto la sua innata capacità di scroccare e spesso la torchia per scoprire i suoi segreti: vanamente.
Quanto a me, è giunta l'ora della pappa: le cartocciate con il formaggino mi aspettano al Bar dell'Angolo Retto. Muoio di fame ma aspetto sempre fino a tardi per andare a mangiare: evito così la fila alla cassa, fila che sono incapace di fare dato che c'è sempre qualche cliente scostumato che mi supera urlando "Non restare lì impalato, Fesso!".
Detto questo vi saluto!
E' bello avere qualcosa da fare durante questa pausa, dato che nel nostro ufficio non usiamo consumare i pasti insieme. Strano, direte voi, ma per me è meglio: e non perchè non voglia frequentare i miei colleghi in quanto personaggi decisamente svitati che mi evitano poichè la mia persona suscita loro ilarità ma poichè io non sono propriamente un animale sociale: amo la solitudine, la tranquilla pace dell'anima e tutti quei momenti intimi che mi permettono di dedicarmi a me stesso ed ai miei elevati interessi filosofici.
Ma anche gli altri sfruttano al meglio la propria pausa pranzo: l'Avvocato, nostro indiscusso Boss (sa un pò di mafia chiamarlo così ma, chissà perchè, tutti si riferiscono a lui in questo modo) usa recarsi ogni giorno nel rinomato ristorante "Lupara e Marranzanu" sito in Corso Sicilia: lì hanno luogo meeting, brifing e pranzi d'affari in cui l'uomo che magnanimamente mi dà lavoro discute con gli altri boss della zona (ehm: degli altri studi legali) delle sorti della moderna avvocatura, dei processi in corso, della parzialità delle toghe rosse e della corruttibilità di alcuni pubblici impiegati della scena giuridica cittadina (principale motivo per cui il nostro studio legale, Cosca & Picciotti, esiste ancora).
Il vice nonchè braccio destro del Boss, il Dr. F., al contrario preferisce non uscire dal suo studio: ogni giorno ordina su internet al "Bar dell'Angolo Retto" squisitezze esotiche con le quali ama deliziare il suo palato (generalmente pesce crudo, insalata non condita, germi di soia e tutto ciò che non ha alcun sapore) e rimane chiuso lì per tutto il tempo, felice di non dover incontrare, per motivi professionali, i suoi colleghi per una buona ora. Da quando hanno inventato internet il Dr. F. sembra di umore decisamente migliore: prima dell'avvento della rete, leggenda vuole, doveva parlare al telefono con un rozzo cassiere da bar per poter fare la propria ordinazione, il che gli faceva sempre andare luna e pranzo di traverso, con conseguente rompimento di scatole di tutti i colleghi, costretti ad ascoltare le sue continue lamentele su quanto possa essere volgare il genere umano e nocivo ogni contatto con esso. Dopo l'avvento di internet, per fortuna, il Dr. F. non è più costretto ad avere contatti umani con quelli che lui chiama "buzzurri (anzi: buzzuvvi!) feccia dell'umanità"
Il mio parigrado e migliore amico (anche se lui rinnega entrambe le cose), Gianni trascorre invece l'ora di pausa pranzo alla Villa, mangiando panino con la mortazza, sperando di poter respirare aria buona e soprattutto di poter incontrare giovani studentesse universitarie (meglio se fuorisede: le straniere sono più ingenue) che possano apprezzare una mano di aiuto nello studio da parte di un avvocato giovane e rampante (a sua detta) finchè "da cosa nasce cosa" e tutte crollano nelle sue braccia (sempre a sua detta). Ovviamente Gianni non è giovane nè rampante ma quantomento è un avvocato a pieno titolo (non come me che sono in prova da dieci anni!): io sospetto che nessuna ragazza se lo fili, anche perchè va in giro vestito come un barbone e non cura molto la sua igiene personale, ma lui passa le ore successive alla pausa pranzo a raccontare a tutti le avventure d'abbordaggio appena vissute.
Per Lady Latex invece la pausa pranzo è molto stressante: non ha neanche il tempo di mangiare (anche se, a giudicare dal suo fisico ben piantato, non sembrerebbe) dato che deve chiamare al telefono i suoi tanti spasimanti, amanti, fidanzati, compagni e mariti (essendo anche bigama e plurimaritata). La si sente urlare per tutto l'ufficio frasi d'amore, passione, gelosia e vendetta: il caliente spirito del sud vive dentro di lei e ci fracassa i timpani di minchiate.
Infine c'è la segretaria, Madame Zaurd, nobildama di origini normanne la cui principesca famiglia è caduta in disgrazia da tempo portando la situazione economica della signora ad un punto di non ritorno tale da doversi impiegare alla sua non più giovane età come segretaria: nonostante tutto è molto brava anche se ha il vizio di chiedere ai clienti una mancia che spesso viene giudicata eccessiva. Dall'ultimo cliente che riceviamo prima della pausa pranzo, per esempio, si fa sempre portare a pranzo fuori, in un ristorantino di pesce sulla Scogliera dei Ciclopi e sempre, in un modo o nell'altro, ci riesce. Gianni invidia molto la sua innata capacità di scroccare e spesso la torchia per scoprire i suoi segreti: vanamente.
Quanto a me, è giunta l'ora della pappa: le cartocciate con il formaggino mi aspettano al Bar dell'Angolo Retto. Muoio di fame ma aspetto sempre fino a tardi per andare a mangiare: evito così la fila alla cassa, fila che sono incapace di fare dato che c'è sempre qualche cliente scostumato che mi supera urlando "Non restare lì impalato, Fesso!".
Detto questo vi saluto!
Un blog per Fesso??????
Sono le tre di notte e non riesco a dormire per il caldo. Ok. Confesso: sono le tre di notte e non riesco a dormire per la mancanza di Scemobello, l'orsetto bianco della notte che mi tiene compagnia da sempre, ogni sera, nel mio lettuccio. Disgraziatamente quella sprovveduta della mia mamma l'ha sequestrato e messo in lavatrice con la scusa di doverlo lavare. Senza di lui non riesco a dormire. Mi piange il cuore al pensiero che domani sarà steso in terrazza, tutto spelacchiato, esposto al pubblico ludibrio.
Non potendo dormire a causa del rapimento e/o sequestro efferato del mio piccolo e beneamato Scemobello ho pensato che la creazione di un blog a me intestato potesse rivelarsi attività consona ai miei dotti e ben noti precedenti letterari. Un nobile passatempo per tenere la mia mente lontana dalle ingiustizie nonchè angherie della vita quotidiana, un hobby degno della sfera sociale e intellettuale in cui opero e vivo.
Mi sbagliavo: per avere un blog bisogna, scopro a mie spese, possedere abilità e conoscenze che, a causa della mia innata fessaggine, mi sono tragicamente precluse:
1. saper accendere il computer;
2. saper accedere a internet;
3. saper creare un account di posta elettronica;
4. saper pensare a una password.
Ci ho messo quasi tre ore: un'ora l'ho impiegata a capire che per accendere il pc dovevo premere quel bottoncino tondo tondo accanto al quale la mia mamma aveva scritto "accensione"con il pennarello; un'altra ora l'ho impiegata per capire che internet non funziona se prima non accendi il modem; l'account di posta non è stato un problema, lo avevo già grazie al mio migliore amico Gianni che ne aveva creato uno a suo tempo (anche se il fatto che il mio nick name sia "Fesso Più Fesso" non è certo lusinghiero per la mia immagine pubblica...); un'altra ora a pensare a una password segreta tutta per me.
I primi tentativi, infatti, mi venivano rifiutati dal provider ma dopo qualche decina di minuti mi sono fatto furbo e ho presto imparato a destreggiarmi tra le diavolerie della vita moderna. All'inizio compariva sempre, sotto la password da me scelta, una scritta rossa di questo tipo:
La password da te scelta è il tuo nome di battesimo, cretino!
Oppure:
Ma allora sei davvero Fesso! Questo è sempre il tuo nome di battesimo!
O anche:
Lo staff di Google italia si proclama basito per la tua dabbenaggine: la data di nascita e/o il nome del blog non possono essere accettati come password, coglione!
Però presto ho fatto dei progressi e sono passato a:
Password troppo corta, come la tua carriera scolastica;
(ma che dici??? sono laureato!!!!)
Password inesatta poichè grammaticalmente erronea e/o inesistente;
(e cosa vuoi? che prenda un dizionario per controllar eocme si scrivono le parole anche per inserire un apassword... non siamo mica al lavoro, uffa!!!!)
Password poco sicura, ritenta sarai più fortunato, idiota!
E infine l'agognato:
Password a infimo livello sicurezza ma pur tuttavia accettabile...
Allora sono entrato in un nuovo mondo fatto di luci, colori, suoni e sogni! Musica per le mie orecchie! Sogni di gloria! Luci della ribalta (letteraria)! Suoni dolci di successi! (Vaneggio... Non troppo, in fin dei conti: è il mio normale modo di fare...)
Mi è bastato clikkare sul tasto "avanti, avanti, muoviti, spicciati" in un modo ossessivo compulsivo (che mi è proprio, d'altra parte... i tasti dell'ascensore di cui quotidianamente usufruisco lo sanno bene!!!) e finalmente... il mio blog!!!! Un blog tutto mio!!! Wow!!!
E ora... che ci scrivo????
Hum... mi toccherà meditare altre tre ore... E così saranno le 6 di mattina! E allora sarò troppo distrutto e frastornato per alzarmi e andare a lavoro e il mio capo mi cazzierà di nuovo...
Hum... qui urge trovare una soluzione...
Non potendo dormire a causa del rapimento e/o sequestro efferato del mio piccolo e beneamato Scemobello ho pensato che la creazione di un blog a me intestato potesse rivelarsi attività consona ai miei dotti e ben noti precedenti letterari. Un nobile passatempo per tenere la mia mente lontana dalle ingiustizie nonchè angherie della vita quotidiana, un hobby degno della sfera sociale e intellettuale in cui opero e vivo.
Mi sbagliavo: per avere un blog bisogna, scopro a mie spese, possedere abilità e conoscenze che, a causa della mia innata fessaggine, mi sono tragicamente precluse:
1. saper accendere il computer;
2. saper accedere a internet;
3. saper creare un account di posta elettronica;
4. saper pensare a una password.
Ci ho messo quasi tre ore: un'ora l'ho impiegata a capire che per accendere il pc dovevo premere quel bottoncino tondo tondo accanto al quale la mia mamma aveva scritto "accensione"con il pennarello; un'altra ora l'ho impiegata per capire che internet non funziona se prima non accendi il modem; l'account di posta non è stato un problema, lo avevo già grazie al mio migliore amico Gianni che ne aveva creato uno a suo tempo (anche se il fatto che il mio nick name sia "Fesso Più Fesso" non è certo lusinghiero per la mia immagine pubblica...); un'altra ora a pensare a una password segreta tutta per me.
I primi tentativi, infatti, mi venivano rifiutati dal provider ma dopo qualche decina di minuti mi sono fatto furbo e ho presto imparato a destreggiarmi tra le diavolerie della vita moderna. All'inizio compariva sempre, sotto la password da me scelta, una scritta rossa di questo tipo:
La password da te scelta è il tuo nome di battesimo, cretino!
Oppure:
Ma allora sei davvero Fesso! Questo è sempre il tuo nome di battesimo!
O anche:
Lo staff di Google italia si proclama basito per la tua dabbenaggine: la data di nascita e/o il nome del blog non possono essere accettati come password, coglione!
Però presto ho fatto dei progressi e sono passato a:
Password troppo corta, come la tua carriera scolastica;
(ma che dici??? sono laureato!!!!)
Password inesatta poichè grammaticalmente erronea e/o inesistente;
(e cosa vuoi? che prenda un dizionario per controllar eocme si scrivono le parole anche per inserire un apassword... non siamo mica al lavoro, uffa!!!!)
Password poco sicura, ritenta sarai più fortunato, idiota!
E infine l'agognato:
Password a infimo livello sicurezza ma pur tuttavia accettabile...
Allora sono entrato in un nuovo mondo fatto di luci, colori, suoni e sogni! Musica per le mie orecchie! Sogni di gloria! Luci della ribalta (letteraria)! Suoni dolci di successi! (Vaneggio... Non troppo, in fin dei conti: è il mio normale modo di fare...)
Mi è bastato clikkare sul tasto "avanti, avanti, muoviti, spicciati" in un modo ossessivo compulsivo (che mi è proprio, d'altra parte... i tasti dell'ascensore di cui quotidianamente usufruisco lo sanno bene!!!) e finalmente... il mio blog!!!! Un blog tutto mio!!! Wow!!!
E ora... che ci scrivo????
Hum... mi toccherà meditare altre tre ore... E così saranno le 6 di mattina! E allora sarò troppo distrutto e frastornato per alzarmi e andare a lavoro e il mio capo mi cazzierà di nuovo...
Hum... qui urge trovare una soluzione...
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